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labirinto
Lucia Giovannini, unica facilitatrice Veriditas in Italia .Le origini del labirinto sono misteriose. Ma sappiamo per esperienza che il suo disegno contiene una forma che porta a quietare la mente così da poter sentire la nostra saggezza interiore e connetterci col mistero della vita
.LABIRINTI PER IL BENESSERE è un tema di ricerca che sviluppiamo da alcuni anni convinti che il rapporto con la natura, il paesaggio e i giardini sia di fondamentale importanza per il nostro equilibrio psicofisico.
Non ci riferiamo al labirinto a cui siamo soliti pensare, vale a dire quello fatto di siepi alte, con più percorsi, incroci e vicoli ciechi, veri e propri dedali all’interno dei quali è facile perdersi.
Ci riferiamo al “labirinto unicursale”, cioè con una sola entrata e con un unico percorso che porta al centro e da lì di nuovo all’uscita; non esistono ostacoli alla completa percezione della sua forma. Tutte le rappresentazioni di labirinti dall’antichità fino alla metà del ‘500 mostrano questa tipologia; solo successivamente compariranno anche i dedali.
Ma, vi chiederete, perché un labirinto unicursale e, soprattutto, perché “percorrerlo” a scopo terapeutico?
…Il labirinto è un archetipo, un antico schema geometrico basato su spirali e cerchi che si osservano spesso in natura ed è un simbolo rintracciabile in tutto il mondo. Disegni di labirinti sono presenti su ceramiche e vasi, su antiche monete greche e scolpiti su rocce e all’interno di caverne in siti preistorici.
Nel medioevo il labirinto è stato disegnato nel pavimento di molte chiese cristiane dove veniva utilizzato per la preghiera, la meditazione e come sostituto dei pellegrinaggi in Terra Santa (famoso ad esempio è quello della cattedrale di Chartres in Francia).
Fin dall’antichità quindi l’essere umano ha utilizzato il simbolo del labirinto come percorso iniziatico e pratica per meditare e ritrovare pace e serenità.
I benefici del labirinto sulla psiche umana sono stati riscoperti da diversi studi clinici e dal 1980, negli Stati Uniti e in molti paesi europei, sono stati costruiti centinaia di labirinti in chiese e cattedrali, negli ospedali, nelle comunità, nei parchi, nei centri oncologici, nelle stazioni termali, nelle scuole, nelle case di riposo, nelle prigioni e in tanti, tanti giardini privati e aziendali. Tra i molti esempi di labirinti realizzati per strutture sanitarie, vorrei citare, ad esempio, quello del Maggie’s Centre di Dundee in Scozia, che si trova adiacente al Ninewells Cancer Centre. Il labirinto, che ha un disegno simile a quello di Chartres, è inserito all’interno di un giardino che è stato definito “terapeutico” in quanto “strumento” di supporto alle terapie operate nel centro.
Come già detto Il labirinto unicursale è formato da un unico sentiero che arriva sino al centro e da li torna indietro. È quindi semplice camminare senza il patema di perdersi o di non vedere dove si sta andando e mentre il corpo è occupato in questo movimento naturale, la mente può calmarsi, le tensioni interne possono allentarsi.
I labirinti per il benessere possono essere realizzati in molti modi e in molte dimensioni per questo si adattano a tutte le situazioni e a tutti gli spazi: dal giardino privato alla clinica, dal parco pubblico al giardino aziendale. Anche i materiali possono variare molto: dal semplice prato agli arbusti, dalla ghiaia alle pavimentazioni più articolate.
Il Giardino del Labirinto
Labirinto inserito nel progetto di valorizzazione del giardino dell’ Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei Tumori (IRST)
Labirinto classico a sette circuiti realizzato in erba e cemento drenante
Al centro di te stesso: Camminare il labirinto
Installazione allestita da Kepos a GIARDINI D’AUTORE a Villa Lodi Fè di Riccione dal 16 al 18 marzo 2012
Labirinto classico a 3 circuiti realizzato con Salice in vasetti di colore viola, elemnti scelti per il loro valore simbolico
Il Giardino nel Paesaggio
Labirinto inserito nel progetto del giardino di una villa privata in collina
Labirinto classico a 6 circuiti in erba e sassi
Il Labirinto delle Querce
Labirinto ideato per il concorso d’arte pubblica indetto dall’IBC il “Monumento Mette Radici”
Labirinto pensato per celebrare e valorizzare il boschetto di Querce dei Giardini Margherita a Bologna
Le Labyrinthe
Labirinto ideato per il concorso del 19° “Festival International des jardins de Chaumont–sur–Loire” dal tema Giardino “Corpo e Anima”
Un labirinto classico a tre vie avvolto da un intreccio di vegetazione semplice ma caotico a contrastare con il disegno puro e costante del labirinto.
Lucia Giovannini di BlessYou, direttrice dell’Istituto Italiano di Neurosemantica e unica facilitatrice Veriditas in Italia, ci racconta come camminare il labirinto ci aiuti a ritornare al centro di noi stessi per ritrovare benessere
Lucia, cos’è il labirinto?
Il labirinto è un antico schema geometrico basato su spirali e cerchi presenti in natura ed è utilizzato da sempre in moltissime culture in tutto il mondo, dalla Cina all’Ucraina, dal Perù, al Brasile, all’Arizona. Avvolti nella leggenda, ma anche ben presenti nei documenti archeologici, vi sono tracce di labirinti fin dall’età del bronzo, come il labirinto di Cnosso, e nell’antico Egitto. Disegni di labirinti sono stati scoperti su ceramiche, vasi e su antiche monete greche. Nel medioevo molti labirinti sono stati costruiti nei pavimenti delle chiese e delle cattedrali gotiche. Siccome è presente in moltissime culture diverse, esistono disegni e forme diverse di labirinto. I labirinti che noi utilizziamo per la camminata sono quelli formati da un unico percorso che conduce fino al centro e in seguito riporta all’uscita, così da essere un perfetto simbolo del viaggio all’interno di se stessi.
Come si usa e perchè?
Da sempre l’essere umano ha camminato il labirinto per meditare, ritornare al centro di se stesso e ritrovare pace e serenità. Ultimamente i benefici del labirinto sulla psiche umana sono stati riscoperti da diversi studi clinici e dal 1980 solo negli Stati Uniti sono stati costruiti più di tremila labirinti in aziende, scuole, ospedali, parchi, università, prigioni, chiese e centri benessere. In un’ epoca in cui la capacità di mantenere l’attenzione cala sempre di più, uno dei grandi vantaggi di questa pratica è che insegna alla mente a calmarsi e a concentrarsi. Camminare il labirinto richiede un continuo riorientamento del corpo. E mentre il corpo è occupato in questo movimento, la mente, solitamente agitata, può finalmente quietarsi. Allo stesso modo, mentre l’emisfero sinistro del cervello è occupato a seguire la progressione logica e ripetitiva del sentiero del labirinto, l’emisfero destro è libero di pensare in maniera creativa. Camminare il labirinto porta ad integrare il corpo con la mente e la mente con lo spirito. Man mano che procedono nel labirinto, spesso le persone intuiscono come procedere nella vita. Nella quiete del labirinto gli esseri umani imparano a ridurre lo stress, a ritrovare equilibrio e benessere, a concentrarsi, a lasciare andare i pesi emotivi, a riconnettersi con la propria saggezza interiore e con il proprio intuito, e a scorgere nuove consapevolezze.
A chi è rivolto?
Il labirinto è rivolto a tutti.
Una testimonianza significativa?
Potrei citare quella di Daniel Pink, economista, scrittore ed ex editor speech di Al Gore: “Trovo che camminare il labirinto sia una pratica estremamente utile tanto che oramai non ne posso fare a meno. Sto seriamente considerando di farmene costruire uno in giardino”
BlessYou
“Ispiriamo le persone a vivere ogni giorno la loro vita migliore attraverso corsi di crescita personale e di team”
Veriditas
Istituto di promozione del labirinto come strumento di trasformazione personale e comunitaria attraverso la formazione di facilitatori del labirinto in tutto il mondo l’organizzazione di eventi
Labyrinth locator
Database mondiale di labirinti
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